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L'ARTISTA
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BREVE BIOGRAFIA -
Pier Toffoletti nasce nel 1957 in provincia di Udine. La
sua passione per la pittura e' molto precoce. Nel 1976 consegue
il diploma di "maestro in arte applicata" e nel
'79 apre uno studio pubblicitario operando come creativo
in campagne pubblicitarie e come regista di spots televisivi.
Collabora con emittenti televisive locali e nazionali ,
realizzando diversi cortometraggi di cartoni animati. Fino
al 1995 Toffoletti dipinge nei ritagli di tempo, alternando
questa sua passione a quella della speleologia. Tra il '92
ed il '95 una serie di viaggi nel centro e sud America,
segnano l'inizio di un importante cambiamento che lo porta
ad impegnarsi a tempo pieno nella pittura.
Nel 2003 partecipa all'Art Philadelphia, all'International
Art Expo di New York,alla mostra "La meraviglia dell'arte"
a Fiesole organizzata dall'Asashi Art Communication di Tokyo
ed alle personali presso gli show room di Telemarket a Bologna
e a Montecatini Terme. Nel 2004 sua prima mostra personale
di scultura presso la sede centrale dell'Unione Banche Svizzere
di Ginevra, partecipa ad Art Innsbuck ad altre personali
alla Villa Mozart di Milano, all'Art Center di Miami in
Florida, al Museum Des Notscher Kreises a Notsch in Austria.
La sua pittura è apprezzata negli Stati Uniti ed
in Giappone.
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L'UOMO E L'ARTISTA -
La passione di Pier per l'arte nasce fin da giovanissimo.
I suoi familiari si accorgono presto delle potenzialità
artistiche ereditate dal nonno. A 12 anni un paio di libri
d'arte su Michelangelo e Cézanne regalatigli dalla
zia, lo spingono a cercare di riprodurre quelle figure e
quindi, invece di comprarsi cose da ragazzi come tutti i
suoi coetanei, appena ha un po' di soldi Pier va in una
drogheria della vicina Cividale a comprare il necessario
per dipingere. Al ricordo di quel negozio Pier avverte ancora
l'odore delle spezie miste ad olii.
Finite le scuole dell'obbligo si iscrive all'istituto Statale
d'Arte di
Udine, dove inizia a studiare i classici e rielabora in
diverse tecniche alcune opere di Michelangelo. La scuola
gli permette di scoprire un'altra grande passione: la fotografia.
I servizi fotografici di ambienti rurali che Pier si diverte
a realizzare in questo periodo diventano una testimonianza
di come era il territorio prima che venisse devastato e
profondamente rivoluzionato dal terremoto del '76.
Nel '76 consegue il diploma in Arte applicata, grafica pubblicitaria
e fotografia. Durante il periodo scolastico Pier si avvicina
alle filosofie orientali e soprattutto allo Yoga, disciplina
alla quale si dedicherà, insegnando l'Hata Yoga,
per sette anni. In questo periodo si reca per due volte
in Francia dove viene iniziato ai primi stadi di elevazione
spirituale.
Nel '78 apre uno studio di grafica e produzione di filmati
pubblicitari relegando la pittura nei ritagli di tempo.
Si impegna come regista di video musicali, spot televisivi
documentari e cartoni animati. Apre anche un ramo d'azienda
radiofonico e nel giro di pochi anni possiede due emittenti
radio. Parallelamente al lavoro si dedica a hobbies come
la subacquea, la speleologia e il trekking. Tiene corsi
di sopravvivenza e per dieci anni fa parte del Gruppo Regionale
di Soccorso Alpino Sezione Speleologica. Il legame con la
natura diventa sempre più stretto.
Gli anni di attività speleologica lo portano ad avere
un intimo rapporto con la roccia che spesso calca il suo
corpo e il suo viso. Pier impara a conoscerla e a sottomettersi
a lei per superare certi profondi anfratti. Nel grembo di
"madre terra" prova le emozioni più forti,
che vanno dai momenti di pace ed armonia a quelli di panico
e sgomento perché coinvolto in tragici incidenti.
La voce di Pier trema e si emoziona ancora quando parla
di queste cose.
Tra il '92 e il '94 partecipa a delle interessanti esplorazioni
in ambienti naturali incredibili del Centro e Sud America
che lo inducono a cambiare il suo stile di vita. Si rende
conto di essersi fatto troppo coinvolgere dal lavoro. Troppi
impegni. Troppi pensieri. Decide di vendere le emittenti
radiofoniche e prendersi un anno di pausa.
Il '94 è l'anno della svolta. A Managua, in Nicaragua,
Pier incontra un suo corregionale già docente dell'Accademia
di Venezia, lì trasferitosi da tempo, che realizza
murales giganteschi di una stupefacente bellezza. Pier capisce
e sente che è arrivato il momento di dedicarsi completamente
alla pittura. La scelta non è certo semplice. Notti
insonni e sofferenza accompagnano la sua ricerca artistica.
Lo spunto, la chiave di tutto è ancora una volta
da ricercare nella natura: Pier sente forte e irrefrenabile
l'esigenza di ricreare superfici naturali come lastre di
pietra grezza solcate da segni e graffiti che tanto l'hanno
colpito nella sua avventura di speleologo. E' arduo far
convivere figure classiche e superfici grezze, però
le due cose fanno parte della sua storia e Pier cocciutamente
produce tavole su tavole che finiscono poi regolarmente
da lui distrutte o cancellate. Ma egli dimostra ancora una
volta di essere l'uomo dalle scelte difficili ma emozionanti
alla costante ricerca di avventura sia nel lavoro che nella
vita ed i risultati presto arrivano. E' attraverso il rapporto
intimo che lega l'uomo alla roccia che possiamo capire come
mai ci troviamo di fronte a opere che sembrano talvolta
scolpite nella pietra. I materiali stessi come polveri di
marmo, argille o sabbie che l'artista usa per le superfici
dei suoi quadri vengono portati in superficie dalle profondità
delle sue esplorazioni.
Pier si impone di trovare una amalgama priva di elementi
chimici. Egli è infatti l'uomo che si rivolge alla
natura con l'animo gentile e attento di chi la natura la
rispetta, la ama, la fa sua e in essa è in grado
di scoprire i propri limiti.
L'Arte dona a Pier l'occasione di far emergere ciò
che in anni di esperienze si è sedimentato in lui.
E' quindi naturale, ora, per l'artista coniugare le sue
ricerche in profondità, che sono sì fisiche
ma anche e soprattutto interiori, con la ricerca di nuove
superfici pittoriche.
Le figure dipinte, per lo più femminili, entrano
a far parte integrante del fondo con pochi tocchi di pennello.
Egli rivela in una intervista fattagli dalla rivista giapponese
"Art Pictorial" (Novembre 2004) che il soggetto,
la donna, è un pretesto per rappresentare l'essenza
naturale che in fondo è in ognuno di noi. E' la natura
stessa spogliata di ogni pregiudizio o maschera.
Le incisioni e i graffiti sono diventati un misterioso linguaggio
proprio dell'Arte di Pier. Ultimamente egli sostiene: "I
media ci bombardano di immagini e scritte, testi su testi
che ormai mi rimbalzano addosso perché ho una mente
semplice e non ce la faccio a sostenere troppi input, perciò
guardo questi testi, li spoglio del loro significato e li
trovo interessanti come texture, come immagine; ed ecco
che li riciclo nei miei quadri facendoli diventare una forma
d'arte." Questo rispecchia il momento particolare che
l'artista sta attraversando. E' in atto un cambiamento.
Pier sente l'esigenza di esplorare nuovi mondi artistici,
mondi che già conosce a livello di tecnica come la
fotografia, il filmato, l'animazione o la scultura. Vuole
sondare maggiormente l'attualità o rivisitare il
Rinascimento in chiave ancora più moderna, si sta
spingendo ancora più in là della sua "rievocazione
del presente" cui si riferisce la prima parte di questo
libro.
Questo continuo evolversi fa sì che Pier abbia sempre
l'entusiasmo e la voglia di esprimersi che sono alla base
della sua ricerca artistica.
Compagna di vita e di lavoro fin dal '79 è la moglie
Manuela, che lo ha seguito e sostenuto in tutte le sue avventure,
lavorando sempre a stretto contatto con grande responsabilità
ed abilità. Non a caso Pier ama definire il suo matrimonio
come: "La cosa più bella che potesse capitarmi".
Tuttora come prima e più di prima Manuela è
una presenza per lui importantissima e mai invadente perché
Pier è uno spirito libero.
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